CORTI DI

CARTA

La lettera sbagliata 

Il quotidiano 

Breve storia di un impiegato

di Riccardo Reina

con Yele Canali, Jessica Graiani, Riccardo Reina

assistente alla regia Yele Canali

ideazione luci Dario Andreoli

musiche e suoni Dario Andreoli e Lorenzo Donadei

costumi e oggetti di scena Jessica Graiani e Antonia Montani

produzione Teatro delle Briciole

 

per adulti

«E una volta che un discorso sia scritto, rotola da per tutto, nelle mani di coloro che se ne intendono e così pure

nelle mani di coloro ai quali non importa nulla, e non sa a chi deve parlare e a chi no»

 

(Fedro, Platone)

Foto di Anna Campanini

«...e io contavo i denti ai francobolli

 dicevo "grazie a dio" "buon natale"

 mi sentivo normale eppure i miei trent'anni

 erano pochi più dei loro

 ma non importa adesso torno al lavoro.»

 

(La bomba in testa, Storia di un impiegato, Fabrizio De André)

Scoperta e custodita gelosamente in Cina, ma conosciuta indipendentemente dai Maya, diffusasi in Europa attraverso gli Arabi, insieme all’invenzione della stampa, la carta ha contrassegnato lo sviluppo storico dal Rinascimento alla rivoluzione industriale, fino ai giorni nostri.

Dalla carta geografica alla carta moneta, dalla carta costituzionale alle carte da gioco, dalla carta igienica alla carta patinata, questo materiale ha dato forma all’umana civiltà in tutti i suoi aspetti.

Oggi forse assistiamo all’inizio della sua scomparsa, mentre viene  progressivamente sostituita da  tecnologie immateriali, sempre più trasparenti. Che si stia dissolvendo anche l’immagine dell’uomo così come la conosciamo? Da questa suggestione scaturisce un viaggio unitario che si snoda in tre brevi episodi in sequenza: La lettera sbagliata, Il quotidiano, Breve storia di un impiegato. Impiegando diverse tecniche del teatro di figura questi episodi si sviluppano come fugaci esplorazioni di un materiale così versatile da essere suscettibile di infiniti usi, allo stesso tempo effimero quanto sorprendentemente resistente, tanto da essere divenuto il sostegno fondamentale della nostra cultura, il supporto insostituibile, almeno fino ad oggi, cui affidare la nostra labile memoria.

Ma cosa potrebbe accadere se la carta, da semplice supporto delle parole e delle immagini con cui costantemente la occultiamo, si ribellasse al loro significato già tracciato per diventare la protagonista della nostra sognante immaginazione?                     

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