PROGETTO STORIE

SULLE SPALLE

di Emanuela Dall'aglio

Utilizzando i caratteri espressivi del teatro di figura, la trilogia di Emanuela Dall’aglio Storie sulle spalle avvicina tre fiabe classiche trasferendole ognuna in un particolare congegno, un costume che porta in sé tutti gli elementi della fiaba. La scenografia, i personaggi, l’attrice, che è insieme animatrice e personaggio, abitano dentro un manufatto vivente che mantiene allo stesso tempo la sua funzione di abito. Il progetto racconta fiabe classiche nelle quali si combattono paure ancestrali dei bambini, dando origine alla realizzazione di un museo di oggetti recuperati dalla storia stessa. Il pubblico li tocca, li conosce e ciò gli permette, durante il racconto, di ritrovarli, con la chiarezza di chi ne ha conosciuto storia e funzioni.  Il museo RRFO, Recupero Reperti Fiabe Originali, si arricchisce ad ogni spettacolo di nuovi oggetti, fino a diventare esso stesso una Wunderkammer della fiaba.

GRETEL E HÄNSEL

regia Mirto Baliani, Emanuela Dall’aglio

con Emanuela Dall’aglio

e la partecipazione di Jessica Graiani

costume e oggetti di scena Emanuela Dall’aglio

con la collaborazione di Andrea Bovaia

e Jessica Graiani

 musiche e suoni  Mirto Baliani

ideazione luci Yannick De Sousa Mendes

produzione Teatro delle Briciole

 

dai 4 anni

Foto di Jacopo Niccoli

Il secondo capitolo del progetto Storie sulle Spalle è una fiaba senza tempo, tramandata nei secoli di bocca in bocca prima di essere raccolta e codificata dalla penna ordinatrice dei fratelli Grimm.

 

«Parlare di paura con i bambini è sempre emozionante. Entrambi la temiamo e al tempo stesso la cerchiamo, a conferma del nostro coraggio. In questa fiaba incontreremo il buio della notte, un bosco pieno di rumori, dove i rami mossi dal vento sembrano strane creature e dove una strega cattiva ha costruito la sua casa. Questa è una storia di fame e di miseria, è il racconto di chi non ha nulla, è il riscatto di due fratelli e la loro sfida contro le difficoltà. Che cosa è la povertà? Avere una sola seggiola, una sola scodella dove mangiare in quattro, una palla per giocare e nemmeno il pane secco da mangiare o da sbriciolare. Con l’aiuto dei ricercatori del RRFO, Recupero Reperti Fiabe Originali, affronteremo l’argomento in maniera scientifica per capire cosa vuole dire non possedere niente. Ma il senso della fiaba è fatto anche di magie e illusioni, e a ricordarcelo saranno incredibili reperti: l’ossicino per ingannare le streghe, i sassolini segnaletici bianchi, che si illuminano sotto i raggi della luna, una rarissima scarpa di strega. La fiaba narra di due bambini che vengono abbandonati, come poteva accadere nelle famiglie più povere, nei lontani periodi di carestia. I protagonisti, spaventati e soli, si rivelano però ricchi di risorse. Alleandosi resistono a una notte buia nel bosco, combattono contro una strega malvagia, che li circuisce, li coccola, li schiavizza, li spaventa, e che in cuor suo vorrebbe solo mangiarseli. Hänsel e Gretel si riscattano ed escono dal costume-congegno che li contiene, escono per cambiare vita e porteranno con loro quella parte di famiglia che non si può smettere di amare e che pentita, aspetterà per sempre davanti a casa il loro ritorno».

Emanuela Dall'aglio

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