secondo capitolo della trilogia disumana: il presente

 

di Beatrice Baruffini 

con Simone Evangelisti e Agnese Scotti 

assistente alla regia Yele Canali 

ideazione luci Emiliano Curà 

musiche originali Dario Andreoli 

produzione Teatro delle Briciole

 

dai 7 anni

Foto di Jacopo Niccoli

(…) Noi ci dimentichiamo quanto siamo straordinari, ma i computer ce lo ricordano. (…)

E anche se sarà un momento storico, l’anno in cui i computer supereranno il test di Turing non segnerà la fine della storia. Anzi, la gara dell’anno successivo sarà molto più interessante, perché sarà quella in cui noi esseri umani, dopo un brutto ko, dovremmo rialzarci. Sarà l’anno in cui impareremo a essere amici, artisti, insegnanti, genitori, amanti migliori. L’anno del ritorno. E saremo più umani che mai. 

 

(Brian Christian, scrittore e giornalista) 

 

Non possono morire. Questo è certo. Al massimo si rompono. 

Perché dovrebbe voler morire se non prova niente? 

Un robot non può desiderare la morte. 

A meno che… Insomma… A meno che non voglia assomigliare a noi. 

In tal caso non sarebbe più così perfetto. 

Perché noi proviamo emozioni e le emozioni ci fanno sbagliare. Noi non siamo sempre giusti come loro. 

Ma di un robot così, non ne abbiamo bisogno. Ci siamo già noi. 

 

(Classe 4^B, scuola U. Adorni) 

Il presente era delle macchine. Erano dappertutto.

Aiutavano gli esseri umani a ottenere risultati superiori a quelli che l’uomo avrebbe mai raggiunto da solo. Lo aiutavano ad essere più veloce, più forte, più preciso.

E così, l’uomo era più felice. Tra le macchine una più di ogni altra incarnava la perfezione: Ok Robot. Dall’aspetto umano, dotato di un cervello positronico di ultima generazione, Ok Robot era il più evoluto della sua categoria.Il mondo si stava lentamente riempiendo di Ok Robot. Tutto si muoveva perfettamente e quando non era così, le macchine difettose venivano fatte allontanare immediatamente. Esisteva un posto dove le cose che non funzionavano più venivano buttate. Un limbo, un purgatorio, un non luogo dei difettosi. Ed è proprio lì che due Ok Robot si incontrano, dopo essere stati allontanati, senza sapere perché, dal mondo perfetto che altrove continuava ad andare avanti.

Ok Robot è reale e poetico.  scienza e fantascienza. È quello che siamo o che diventeremo.

È ciò che non riusciremo mai a essere. È meraviglioso.

È meraviglioso, se visto con i nostri occhi.

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