un progetto di Elisa Cuppini

Foto Lucrezia Bolfo

L’idea trae origine dalla identificazione delle panchine come oggetto urbano di forte connotazione sul piano della socialità condivisa, potente simbolo di processi di trasformazione urbana che ne implicano un mutamento di funzione.

Avvalendosi della partecipazione di interpreti, con competenze artistiche diversificate, dal teatro alla danza al video alla musica al canto, il progetto si è strutturato attraverso una serie articolata di fasi, innescando un processo di osservazione attiva della città e di partecipazione dei cittadini. Lo spettacolo nasce dalla interpretazione ed elaborazione drammaturgica del materiale raccolto, selezionato e analizzato attraverso questi diversificati percorsi di indagine e di condivisione.

A un processo di cittadinanza attiva promosso in presa diretta e tramite un approccio individuale e orientato alla forma dell’intervista e del dialogo, si è affiancato un percorso di relazione attraverso iniziative laboratoriali e creative, con la cooperazione di realtà associative del territorio che si occupano di inclusione di migranti, o che promuovono il benessere delle famiglie. Il lavoro si è tradotto nella elaborazione di percorsi tematici intorno al tema comune di indagine, la panchina e le sue risonanze in termini di condivisione dello spazio urbano, come tramite di osservazione e sosta, di recupero della memoria e del mutamento di funzione, attraverso vari strumenti di espressione creativa.

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