CANTIERE «NUOVI SGUARDI 

PER UN PUBBLICO GIOVANE» 1° capitolo

 

Convinto dell’importanza di un confronto con esperienze teatrali differenti rispetto all’universo tradizionalmente definito “teatro-ragazzi”, nel 2010 il Teatro delle Briciole ha inaugurato Nuovi sguardi per un pubblico giovane, un cantiere produttivo con cui si è proposto di affidare a gruppi della ricerca italiana il compito di creare uno spettacolo per bambini. 

Sono nati così Baby don’t cry, affidato a Babilonia Teatri (2010), La Repubblica dei bambini (Sotterraneo, 2011), Pop up, un fossile di cartone animato (I Sacchi di Sabbia, 2013), tre lavori che costituiscono il primo capitolo del cantiere. Il secondo capitolo, inaugurato nel 2015 con Play, affidato a Mirto Baliani, e Sherlock Holmes a CollettivO CineticO, si è concluso con Felice, affidato a Silvia Gribaudi.

una produzione del Teatro delle Briciole

nell'ambito del cantiere Nuovi sguardi

per un pubblico giovane 

regia affidata a Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri |

I Sacchi di Sabbia 

con la collaborazione di Giulia Solano

con Beatrice Baruffini/Chiara Renzi, Serena Guardone/

Arianna Benvenuti/Francesca Ruggerini e

Paolo Romanini

libri di Giulia Gallo

ideazione luci Emiliano Curà

realizzazione scene Paolo Romanini

 

dai 3 anni

POP UP

un fossile di

cartone animato

Foto di Jacopo Niccoli

Reinventando il libro animato in forma teatrale, Pop up intreccia le microstorie di un bambino di carta e di una piccola enigmatica sfera: le evoluzioni ritmiche, cromatiche e sonore del loro rapporto, i loro incontri, le loro specularità, le loro trasformazioni. La scansione cromatica dei diversi cartoon, di cui si compone lo spettacolo, è un mezzo potente per indagare le emozioni-base e per creare insiemi di associazioni tra sentimenti, forme e colori. La forma delle variazioni sul tema, assecondando musicalmente la ricerca rumoristica, si fa strumento flessibile per un’esplorazione sperimentale dell’immaginario infantile. 

Le avventure del bambino e della sua piccola palla danno così origine a un gioco simbolico di geometrie e di metamorfosi che tocca aspetti centrali di quell’immaginario: la fantasia,  l’invito, la minaccia, il sogno. 

Due attrici, che sono insieme animatrici, danno vita e voce ai due protagonisti di carta, giocando sull’apparizione delle figure e delle forme nel tempo, sugli intrecci di esse con i loro corpi, sul movimento e sull’illusione del movimento, sulla sincronicità tra voci e tra voci e immagini.

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